Durante la seduta, con la mia guida, si lascia emergere un’immagine spontanea — un paesaggio, una figura, una scena — e la si esplora con curiosità e rispetto, senza cercare di interpretarla subito.
L’immagine diventa così un ponte tra mente e corpo, tra la dimensione conscia e quella più profonda.
Questo processo permette di:
- dare forma e voce a emozioni interiori difficili da esprimere a parole;
- favorire insight e connessioni spontanee;
- sciogliere blocchi emotivi o corporei;
- ritrovare equilibrio e continuità interiore.
La procedura immaginativa si integra naturalmente con gli altri modelli che utilizzo:
- con l’IFS, perché le immagini aiutano a incontrare e comprendere le diverse parti interiori;
- con il TIST, perché l’immaginazione può essere una risorsa di sicurezza e regolazione;
- con la Bioenergetica, perché l’immagine risveglia sensazioni corporee e presenza;
- con l’EMDR, perché aiuta a elaborare memorie emotive in modo simbolico e gentile.
L’EMDR è indicato per il trattamento di:
- traumi legati a incidenti, lutti, malattie, violenze o catastrofi;
- esperienze infantili dolorose (abbandono, trascuratezza, umiliazione);
- disturbi d’ansia, attacchi di panico e fobie;
- stress post-traumatico;
- difficoltà relazionali o autostima fragile legate a esperienze del passato.
Attraverso le immagini possiamo dialogare con il mondo profondo e favorire la guarigione.